Momenti di panico...
BRANCALEONE Serie E 7 30 Punti 2° Posto

Momenti di panico oggi, dopo la confitta del Brancaleone, nei pressi della villa presidenziale per le urla beluine che giungevano dalla finestra del secondo piano.
“Io questa marmaglia di mangiapane a tradimento li licenzio tutti!”
Alle urla seguiva un lancio di bottiglie vuote una delle quali colpiva in testa uno dei cronisti appostati nel cortile il quale toccandosi la capoccia comunicava ad alta voce che avrebbe inoltrato denuncia per tentato omicidio. Invano uno dei colleghi presenti, raccogliendo “l’arma del delitto” e constatando che si trattava nientemeno che di uno Chateau Pichon Longueville Comtesse De Lalande annata 2000, cercava di rabbonirlo dicendo che in fondo non era da tutti poter ostentare un bernoccolo di così nobili origini.
Mentre Frescone, titolare della birreria “Il Beone”, nel locale semideserto, ripetendo “finalmente, finalmente…” si apprestava a ordinare il biglietto per l’agognato volo ai Caraibi a caccia di “birre” cubane, un ormai barcollante ragionier Augusto Gòse, aggrappato al bancone, cercava di intrattenerlo coi suoi sproloqui:
“…hic mia zia Carlotta, hic faceva gli strozzapreti hic e ci metteva hic le ortiche hic e i farinelli hic e erano hic hic così buoni hic che il cappellano hic con la scusa hic della benedizione hic si faceva hic invitare hic e prima hic di andarsene se ne faceva dare hic un’altra porzione da portare hic in canonica hic signorina lei saprebbe fare hic gli strozzapreti hic? hic mi versi da bere hic non vede hic che il bicchiere è vuoto? Hic hic…”
Tutt’altro che barcollante l’anziano tifoso del Lao Tse che dalla sua sedia davanti casa, sventolando una copia del quotidiano locale lanciava le sue invettive:
“ Questi scribacchini della domenica, si arrampicano sugli specchi per giustificare la batosta subita dalle nostre leggiadre donzelle, le quali, anziché vergognarsi, dopo la partita zompettavano per il campo aspettandosi gli applausi. Come se i generali romani dopo averle prese nella battaglia di Camerino dai Sanniti fossero rientrati a Roma pretendendo il trionfo perché comunque avevano vinto quella precedente a Boviano.
Ai miei tempi, era il febbraio del ’29 ….
Rientrati negli spogliatoi, ci attendeva l’allenatore Bombacci:
“ Lorsignori, penseranno di meritare indulgenza, poiché la partita persa, in fondo era preceduta da un filotto di cinque vittorie. In teoria, io sono pienamente d’accordo con voi, ma solo in teoria e lo sarei anche nella pratica se avessi a che fare con personcine dalla testa sul collo, ma avendo altresì che fare con dei pezzi di quadrupede, se io indulgessi a simili conclusioni nella vostra zucca vuota si instaurerebbe l’idea che perdere una partita ogni tanto non sia poi una cosa grave. Voi capite bene che entrare in campo con simili idee balzane per la testa comprometterebbe l’intera stagione. Comunque, poiché voi non pensiate che io non abbia un cuore e dei sentimenti terrò conto del filotto positivo.”
Ci furono condonati giri del campo supplementari oltre ai quattro canonici, ma dovemmo percorrerli di corsa e con zaino da venticinque chilogrammi in spalla.”
Raggiunto da un inviato della stampa, all’uscita dallo stadio, l’allenatore:
“Mister, prima sconfitta del Brancaleone. Segnale preoccupante?”
“Dice il saggio: La tua mente sia aperta a tutto e attaccata a nulla.”
Ankami Son Ki, elargendo un serafico sorriso, si allontanava lasciando sul posto il cronista basito che, rimessosi quando ormai il Mister era sparito all’orizzonte, commentava:
“Questo è tutto scemo! Tutto scemo! Ma perché proprio a noi?”

Dal canto nostro ci asteniamo da qualsiasi commento, limitandoci alla nuda cronaca, non senza però brindare ad una pronta ripresa della nostra squinternata ma indomita compagine con un calice di gustoso Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Monovitiigno della Fattoria Moretto.
BrancaBrancaBranca Leon Leon Leon!