Non presente in aula, giustificato dal certificato medico che ne avrebbe attestato la temporanea indisponibilità, assolto in contumacia Gamparini dall’accusa di tentato omicidio e lesioni gravi intentata da un addetto stampa colpito da un settedecimi, per altro vuoto, volato dal secondo piano della villa presidenziale. L’avvocato della difesa Tarcisio Forsevinco, riusciva a dimostrare, corroborato da testimoni oculari, che: “Il mio assistito, al momento del fatto, era talmente sbronzo che non sarebbe stato in grado di lanciare nemmeno il calice dal quale stava bevendo. Figurarsi una bottiglia… “
Il magistrato che sosteneva l’accusa, uscendo dal tribunale, rivolto alla stampa introduceva una teoria, piuttosto bizzarra, che noi riportiamo per puro dovere di cronaca:
“La legge è uguale per tutti ma solo se astemi.” (!?)
Senza tregua e a rischio epicondilite al polso Frescone, titolare della birreria “Il Beone”, sede del Brancaleone Fan Club, a causa delle ripetute vittorie della squadra e conseguente sold out coniugabile in un ininterrotto flusso dalle spine di Pils e Lagher.
Senza tregua e a rischio faringite i tifosi presenti impegnati, tra una tozzola e l’altra di chiare e scure, a intonare cori, inizialmente asettici “Vinzeremo ! Vinzeremo!” per diventare col passare del tempo sempre meno castigati fino a evolversi, verso l’ora di chiusura del locale, in goliardiche e piuttosto sboccate canzoncine dialettali del tipo: “E mi e ti e el Toni narem dalla…” delle quali, a dispetto del dovere di cronaca, non daremo, per comprensibili motivi, ulteriori ragguagli.
Breve divertita tregua per alcuni passanti, intenti ad ascoltare i drastici commenti dell’anziano tifoso del Brancaleone:
“… siamo appena a metà campionato e questi pennivendoli da strapazzo già elargiscono lodi sperticate gonfiando vieppiù il già smisurato ego delle nostre leggiadre donzelle nemmeno avessero almeno raggiunto la promozione. Come se Gneo Pompeo dopo il primo dei due giorni di battaglia contro Mitridate, avesse fatto una capatina a Roma chiedendo il trionfo perché aveva quasi vinto.
Ai miei tempi, eravamo agli inizi di marzo del ’32, la “Gazzetta Capitolina” aveva dedicato la pagina sportiva alle vittorie della nostra compagine.
Il giorno seguente, rientrammo negli spogliatoi reduci da una netta vittoria contro le “Acquile Imperiali” Ad attenderci l’allenatore Bombacci, mani sui fianchi:
“ Certo voi vi sentirete fieri per gli encomi che vi sono stati elargiti dalla stampa. Immagino che vi aspettereste che simile trattamento venga a voi riservato anche dalla società e dal medesimo qui presente. Certo non vi si può biasimare per questo, e se io avessi a che fare con personcine a modo oltre che condivisibile sarebbe pure da mettere in pratica. Ma avendo io a che fare con pezzi d’asino, e ribadisco a scanso di malintesi “pezzi”, quindi potenzialmente anche parti nobili, se assecondassi simili aspettative voi finireste per montarvi la testa, e pensando ormai che la promozione sia cosa belle che fatta finireste per rilassarvi mettendo a rischio l’intera stagione.”
In virtù della vittoria appena conquistata ci furono condonati giri di corsa aggiuntivi del campo oltre a quelli canonici.”
Forse con o forse senza tregua ma a rischio ictus l’inviato del quotidiano locale “Il Picchio” incaricato della rituale intervista all’allenatore.
“Mister nuovo filotto. Promozione ormai praticamente fuori discussione?”
“Dice il saggio: Non puoi avere un domani migliore se continui a pensare a ieri.”
Evitato l’ictus per lo sfortunato cronista, ma non lo shock dal quale impiegava del tempo a riprendersi tanto da perdersi la scenda di Ankami Son Ki che sorridente e serafico si allontanava scomparendo all’orizzonte.
Una tregua, esaudito il nostro dovere di cronaca, ce la permettiamo per il consueto brindisi, dedicato alla nostra indomita compagine e ai nostri prossimi avversari bergamaschi a base di un ottimo Moscato di Scanzo 2019 di Biava.
BrancaBrancaBranca Leon Leon Leon!